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INTRODUZIONE.


Le  rivoluzioni  del  '48-'49,  che avevano  provocato  sconvolgimenti
politici in gran parte d'Europa, erano state represse in tempi rapidi,
tanto  da  apparire  come  una  fiammata  particolarmente  intensa   e
drammatica,  ma  di  breve durata e senza conseguenze  nel  tempo.  In
realt, l'assolutismo monarchico-nobiliare ancora una volta restaurato
aveva  i  giorni  contati e sarebbe stato smantellato proprio  da  una
delle  forze politiche e sociali protagoniste di quei falliti progetti
rivoluzionari, la borghesia liberale, affermatasi nel  giro  di  pochi
anni come classe dominante nella maggior parte degli stati europei.

     Anche  le questioni nazionali, che avevano concorso a determinare
la grande ondata rivoluzionaria, giunsero ad una soluzione, attraverso
processi  che videro in primo piano non le esigenze e la mobilitazione
dei popoli, ma gli interessi e le iniziative degli stati.
     
     In  Italia  l'unificazione  fu  raggiunta  attraverso  successive
annessioni al regno sabaudo, derivanti da azioni militari e trattative
diplomatiche; queste ebbero come protagonista principale il  conte  di
Cavour,  primo ministro piemontese, che riusc a coagulare intorno  al
suo programma il movimento liberale e inser la questione italiana nel
quadro   delle  relazioni  internazionali,  sfruttando  abilmente   le
aspirazioni egemoniche della Francia di Napoleone terzo.
     
     In  Germania  l'unificazione nazionale fu  opera  della  Prussia,
guidata  dal cancelliere Otto von Bismarck; questi, attuato un  rapido
sviluppo  economico  insieme  a  un notevole  potenziamento  militare,
promosse  la  realizzazione  di uno stato  unitario  sotto  l'egemonia
prussiana, sconfiggendo prima l'Austria e poi la Francia.
     
     Nel  corso di poco pi di venti anni, dal 1848 al 1870, il  volto
dell'Europa  cambi  profondamente.  L'Austria,  privata  dei   domini
italiani e del controllo sugli stati tedeschi, costretta a riconoscere
un'ampia   autonomia   al  regno  d'Ungheria  e   solo   marginalmente
interessata dall'industrializzazione, non fu pi in grado di  svolgere
un   ruolo   dominante   nelle   relazioni   internazionali.   Analogo
ridimensionamento  sub  la Russia, che, ancora  retta  da  un  regime
assolutista, arretrata economicamente e attraversata da gravi tensioni
sociali, vide bloccate le sue mire sui Balcani. Il dominio della scena
politica   europea   fin   per  essere  in  gran   parte   esercitato
dall'Inghilterra, che attraversava un periodo di grande  prosperit  e
manteneva  il  primato  di  nazione pi potente  del  mondo,  e  dalla
Francia,  che,  diventata  un  impero  con  a  capo  Napoleone  terzo,
conosceva una intensa industrializzazione ed aspirava all'egemonia sul
continente.  A questi due potenti stati per si affianc assai  presto
la  Germania, che, dopo aver umiliato la Francia ridimensionandone  le
ambizioni egemoniche, si avvi a diventare lo stato economicamente pi
forte  del  continente, in grado di rivaleggiare con l'Inghilterra.  A
sud  intanto,  l'Italia  iniziava il suo difficile  cammino  di  stato
unitario.
     
     All'interno   dei  singoli  stati  europei,  nel  frattempo,   si
andavano  delineando  nuovi rapporti sociali.  Il  grandioso  sviluppo
economico,  che assegnava alla borghesia il ruolo di classe dominante,
determinava infatti anche la formazione di un proletariato
     
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     sempre  pi  maturo,  organizzato  e  deciso  a  lottare  per  il
miglioramento   delle   proprie  condizioni   di   vita   e   per   la
democratizzazione  del  sistema  politico.  Esso   divent   cos   il
principale avversario della borghesia, che, per arginarne la crescita,
non  esit  ad  allearsi  anche  con la vecchia  classe  dominante,  o
comunque ad arroccarsi nella difesa dei propri privilegi.
     
     Mentre   l'Europa  cambiava  volto,  anche  negli   Stati   Uniti
d'America  si  verificavano importanti mutamenti,  segnati  da  eventi
drammatici.  I  contrasti tra Nord e Sud sfociarono in una  sanguinosa
guerra  civile; alla vittoria dei nordisti, che assegn la  definitiva
egemonia  agli  stati industriali, segu una forte ripresa  economica.
Insieme  ad  essa  prosegu anche l'espansione  territoriale,  attuata
attraverso  una sistematica e brutale aggressione nei confronti  delle
nazioni indiane.
     
     L'Asia,  l'Africa, l'Australia e l'America latina  furono  sempre
pi  sottoposte allo sfruttamento delle maggiori potenze  occidentali,
che,  attraverso l'ampliamento o il consolidamento dei loro  domini  e
tramite una pi intensa penetrazione commerciale, cercavano in  quelle
terre  materie  prime,  fonti  di energia  e  nuovi  sbocchi  per  una
produzione in costante crescita.
     
     L'espansione   industriale,   l'ampliamento   dei   mercati,   il
potenziamento  dei trasporti, la differenziazione tra aree  ricche  ed
aree  povere  del mondo determinarono fenomeni demografici  di  grande
portata:  l'esodo della popolazione rurale verso le citt e un  flusso
crescente  di  emigrazione dai paesi arretrati a quelli economicamente
pi  avanzati. Il conseguente ingrandimento delle citt si  accompagn
all'insorgere  di gravi problemi sociali, causati dalle condizioni  di
degrado  in  cui  erano  costretti a vivere  la  maggior  parte  degli
abitanti.
     
     Lo  sviluppo  dell'economia e quello parallelo e  connesso  della
scienza  segnarono,  in  campo culturale,  l'abbandono  dell'idealismo
romantico  e la nascita di una nuova mentalit, fondata sulla  fiducia
nell'uomo, nelle sue possibilit di conoscenza e di progresso e  sulla
convinzione   dell'universale  validit  del  metodo  sperimentale   e
positivo  della scienza. Si trattava, in sostanza, di una cultura  che
era  espressione della borghesia in ascesa e che ne sosteneva il ruolo
dominante  all'interno della societ. Sull'opposto fronte sociale,  si
verific  una  progressiva maturazione politica della classe  operaia,
favorita  dall'analisi  del sistema capitalistico  compiuta  da  Marx,
dalla diffusione delle teorie anarchiche di Bakunin e dal collegamento
tra le diverse organizzazioni dei lavoratori.
